Si è conclusa la 172° Assemblea plenaria del Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles, che ha visto la partecipazione di Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza, Mauro Bordin, Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Gaetano Galvagno, Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, e Loredana Capone, Consigliera regionale della Puglia.
«L’iniziativa volta a istituire un 28º regime per le imprese europee costituisce una delle proposte più significative di questa legislatura e rappresenta un’importante occasione per rafforzare la competitività dell’Unione – ha dichiarato il Presidente Aurigemma, intervenendo sul quadro di diritto societario per le EU Inc. – Ne accogliamo positivamente i principi, ma il successo dipenderà dalla reale capacità del regime di semplificare il quadro normativo, evitando che diventi un ulteriore livello di complessità che ne ridurrebbe l’efficacia. Solo se il quadro sarà davvero semplificato, il regime potrà risultare attrattivo per le imprese e favorire la larga adesione necessaria per produrre risultati concreti. È quindi essenziale chiarire i rapporti tra il nuovo quadro europeo e gli ordinamenti nazionali, al fine di evitare incertezze giuridiche e contenziosi prolungati. Infine, occorre garantire che tutte le imprese, in particolare le PMI, possano beneficiare del 28º regime, indipendentemente dalla Regione in cui operano, evitando la concentrazione dei vantaggi nei principali ecosistemi dell’innovazione o in pochi Stati membri. Per questo sarà importante monitorarne l’attuazione fin dalle fasi iniziali e prevedere misure di sostegno mirate per le aree in cui la diffusione risultasse limitata.»
«Una risposta efficace alle emergenze si fonda anzitutto su solide capacità operative a livello locale e nazionale, su una chiara catena di comando e sulla capacità di intervenire tempestivamente dove l’emergenza si manifesta – ha dichiarato il Presidente Bordin, intervenendo nel dibattito sulla proposta di revisione del Meccanismo unionale di protezione civile – Un sistema costruito sulla responsabilità diffusa, sul coordinamento operativo e sul ruolo centrale delle autorità territoriali. Sono questi i principi che devono continuare a ispirare anche l’evoluzione del Meccanismo unionale di protezione civile. Rafforzare questo strumento significa migliorare la preparazione, l’interoperabilità e la capacità di garantire un sostegno rapido tra gli Stati membri, nel pieno rispetto della responsabilità primaria e della guida operativa dei sistemi nazionali. La priorità dell’Unione europea deve essere quella di rafforzare il coordinamento e la prontezza operativa nei settori in cui l’azione comune può offrire un reale valore aggiunto, assicurando che la cooperazione renda gli Stati membri più forti, senza limitarne la capacità di azione.»
«I nostri pescatori devono confrontarsi con costi sempre più elevati, con regole sempre più farraginose e complesse e con una concorrenza internazionale che spesso non rispetta gli stessi standard ambientali delle altre flotte europee – ha dichiarato il Presidente Galvagno, intervenendo sul dibattito su Pesca, QFP e comunità costiere – Seppur molti pescatori hanno accettato il blocco della capacità di pesca, altri pescatori, che non fanno parte dell’Unione europea, vengono a pescare nei nostri mari. Io credo che non possiamo chiedere oggi altri sacrifici ai nostri pescatori mentre continuiamo a importare prodotti provenienti da realtà che non rispettano le stesse regole. Se vogliamo davvero proteggere il nostro mare dobbiamo prima garantire condizioni eque a chi nel mare vive e lavora. Non è soltanto una questione economica, è una questione di regole.»
«I territori che contribuiscono in maniera significativa alla transizione energetica devono poter vedere riconosciuto il valore di questo impegno – ha dichiarato la Consigliera Capone, intervenendo nel dibattito su clima ed energia – Per questo servono investimenti nelle reti, nei sistemi di accumulo e in una governance che coinvolga davvero le Regioni, affinché la transizione energetica produca benefici ambientali, economici e sociali per le comunità che la rendono possibile, così avremo la possibilità davvero che tutti credano nell’energia da fonti rinnovabili.»