Nella 171ᵃ Assemblea plenaria del Comitato europeo delle Regioni, iniziata ieri e attualmente in corso, è stato approvato all’unanimità il parere sulla Strategia sulle contromisure mediche di cui è stato relatore Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza. Gaetano Galvagno, Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, è intervenuto in merito al Futuro dello Sviluppo Rurale 2028+, mentre Loredana Capone, Consigliera regionale della Puglia, sulla Strategia di rimodulazione delle risorse del Fondo di sviluppo e Coesione.

«La preparazione sanitaria non può più essere considerata un costo da sostenere nelle emergenze, ma deve diventare un pilastro della sicurezza strategica europea – ha dichiarato il Presidente Aurigemma – Investire oggi in prevenzione e contromisure mediche significa proteggere il futuro del nostro modello sociale e la resilienza democratica dell’Unione. Al centro abbiamo posto alcuni aspetti decisivi: l’umanizzazione delle cure e il ruolo dei territori, colmando una lacuna importante. Una vera capacità di risposta sanitaria deve mettere al centro le persone. Le autorità locali e regionali non sono solo attuatori, ma attori fondamentali nella definizione e nell’attuazione delle misure, in grado di rispondere ai bisogni reali delle comunità.

Ritengo che una strategia solida sulle contromisure mediche sia essenziale per la sicurezza e la resilienza dell’Europa: deve coprire l’intera filiera – dalla ricerca alla distribuzione – ed essere, al tempo stesso, flessibile, decentrata e coerente con i sistemi nazionali. Per questo motivo il Consiglio regionale del Lazio e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative continueranno a portare a Bruxelles una richiesta chiara: politiche europee che sostengano le Regioni con risorse, regole e procedure efficaci, così da tutelare la salute dei cittadini in modo tempestivo e uniforme.» – ha concluso il Presidente Aurigemma.

«Guardiamo con forte preoccupazione al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale – ha dichiarato il Presidente Galvagno – La prospettiva di fondere i fondi agricoli e quelli di coesione in un unico strumento va nella direzione sbagliata. I nostri agricoltori sono attori imprescindibili per il raggiungimento della sovranità alimentare europea e hanno bisogno di risorse certe per sostenere le economie locali di molte aree rurali e meno connesse al resto del continente. 

La Politica Agricola Comune ha una missione chiara e strategica: garantire reddito agli agricoltori, produrre cibo, presidiare il territorio. Diluirla significa colpire direttamente Regioni come la Sicilia e tradire il principio stesso di coesione europea.  Per questo sosteniamo la proposta contenuta nel progetto di parere dove si afferma che la politica di coesione dovrebbe includere esplicitamente un sostegno rurale integrato con flessibilità per i diversi contesti rurali, come le isole. Difendere l’agricoltura oggi – ha concluso il Presidente Galvagno – significa difendere l’autonomia strategica, la coesione e il futuro dell’Europa.»

«Vengo da una terra che da anni lotta per diventare terra di opportunità e non di emigrazione – ha dichiarato la Consigliera Capone – Per questo guardo con favore alla strategia europea per il diritto a restare: nessuno dovrebbe essere costretto a lasciare il proprio territorio per mancanza di prospettive. I dati ci dicono che in Italia siamo ancora lontani dall’obiettivo del diritto a restare. Tra il 2011 e il 2024, infatti, oltre 630.000 giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il Paese, partendo da tutte le Regioni. Per questo i principi devono tradursi in scelte concrete: investire nei territori, rafforzare lavoro, infrastrutture, servizi e coesione sociale.»

Salta al contenuto