CONFERENZA DEI PRESIDENTI
DELLE ASSEMBLEE LEGISLATIVE
DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

News

Coordinatore

17-05-2021 - ROMA, 17 MAGGIO 2021

CONSIGLI REGIONALI: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO PARCOVIE 2030
CIAMBETTI: VALORIZZIAMO UNA IMPORTANTE DIMENSIONE DELLA NOSTRA STORIA

Il Coordinatore della Conferenza, Presidente Roberto Ciambetti, ha presieduto la CONFERENZA STAMPA DA REMOTO di presentazione di un’iniziativa nell’ambito del progetto PARCOVIE 2030. Si tratta dell’accordo di partenariato su “PARCHI, PASTORI, TRANSUMANZE e GRANDI VIE DELLE CIVILTÀ”, all’interno del PROGRAMMA delle TERRE RURALI d’EUROPA all’interno della programmazione europea Agenda 2030. Queste le sue parole.
“Transumanza, etimologicamente dal latino trans, oltre, e humus, terra. L’immagine è quella arcaica del gregge o della mandria che si muove alla ricerca di cibo nell’antica pratica pastorizia della monticazione e de-monticazione: in realtà, lungo le vie della transumanza, tratturi o sentieri, sono state modellate le relazioni tra comunità e persone, tra ambiti e territori diversi tra loro, dando origine a una serie di riti, pratiche sociali persino feste o mercati che punteggiano ancor oggi dalla fine della primavera sino all’autunno il territorio nella cadenza del ritmo delle stagioni. È un rapporto equilibrato ed armonico tra uomo e natura, con un modello sostenibile delle risorse ambientali, una lezione memorabile che giunge da una società povera, che non sprecava nulla. Il fascino di queste percorsi, lungo i quali si è scritta la storia della civiltà, è immutato quanto profondo e antico e non a caso l’Unesco ha riconosciuto i modelli classici della transumanza, quella orizzontale delle regioni pianeggianti, e quella verticale, tipica delle aree di montagna e caratteristica dell’Italia tra le Alpi, dove in val Senales troviamo tracce preistoriche di questa pratica, e gli Appennini dove non mancano i certo esempi ricchissimi di fascino ma anche emblematici che danno sostanza all’accordo di partenariato che presentiamo quest’oggi. Le valenze etniche, antropologiche oltre che storiche e culturali di questo progetto sono evidenti, come è evidente la grande opportunità che nasce da questa proposta, l’invito a rivivere in una nuova dimensione il territorio, nel rispetto della sua storia popolare, delle tradizioni, culture e realtà locali che sono la spina dorsale della nostra nazione e che costituiscono un patrimonio di straordinario valore e non solo per un turismo intelligente, rispettoso dei luoghi, attento e curioso ai prodotti e all’artigianato locale. Parliamo di un turismo lento e uso questa parola rifiutando l’inglese “slow” perché la transumanza e le sue vie, i suoi territori, sono parte vera della nostra storia di popolo, della nostra identità: se concordiamo su ciò, allora, usiamo la nostra lingua. Non è una provocazione: del resto, gli inglesi, traducendo dal latino di sant’Ambrogio, ancor oggi dicono “when you are in Rome do as the Romans do” e allora turismo lento, ecosostenibile, rispettoso dell’ambiente e della sua cultura, una cultura, ripeto, di una ricchezza straordinaria nella sua profonda umanità e nel profondo rispetto della natura e degli animali, una cultura di sostanza, gesti e tempi antichi che oggi, dopo la terribile pandemia del Covid-19, giungono di sollievo, di conforto e di speranza invitandoci a vivere armonicamente, con cadenze naturali al ritmo delle stagioni per ritrovare quell’equilibrio che abbiamo perduto”.