CONFERENZA DEI PRESIDENTI
DELLE ASSEMBLEE LEGISLATIVE
DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

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15-07-2014 - ROMA, 15 LUGLIO 2014

Consigli Regionali, nuovo Senato è atto dovuto. Brega, è ora di rivedere confini Regioni; riforma le rafforza.
Intervista all'ANSA di Valentina Roncati

Il nuovo Senato federale "è un atto dovuto ai cittadini" e "va salutato con soddisfazione" perché si tratta di una riforma fondamentale. Il presidente della Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, Eros Brega (Pd), presidente del Consiglio della Regione Umbria, è soddisfatto. "Mi auguro - dice - che si possano superare gli ultimi ostacoli per arrivare ad una approvazione che è un atto dovuto".
Brega sottolinea il riconoscimento importante che il testo che archivia il bicameralismo perfetto e riforma il Titolo V della Costituzione, riconosce alle Assemblee legislative e al ruolo legislativo delle Regioni: "i 100 futuri senatori - sottolinea - di cui ben 74 consiglieri regionali e 21 sindaci, verranno eletti dai Consigli regionali" e ai critici dell'elezione indiretta dei senatori, fa notare che "il consigliere regionale è eletto dal popolo e rappresenta il territorio, dunque condivido in pieno la cosiddetta elezione indiretta".
Sul tema dell'immunità dei futuri senatori, al centro di furiose polemiche, osserva: "l'immunità non deve servire a coprire i corrotti, se è così va tolta. Deve invece servire a garantire al meglio i ruoli che vengono svolti. Certo o si dà o si toglie a tutti: un Senato senza immunità e un Camera con l'immunità renderebbe il primo di serie B". Il testo del Ddl costituzionale approdato a Palazzo Madama, secondo Brega, "è molto migliorato rispetto a quello iniziare: do atto al ministro Boschi di aver accolto molte delle nostre richieste, il confronto è stato serio e ha raggiunto importanti obiettivi.
Importante è stato anche il lavoro con Calderoli e Finocchiaro, interlocutori fondamentali".
E per Brega, la riforma del Titolo V, che toglierà alcune competenze alle Regioni, "riporta il giusto equilibrio e assegna alle Regioni il ruolo che la Costituzione ha loro attribuito.
Quando si modificò il Titolo V - spiega - lo si fece con troppa fretta e si caricarono le Regioni di troppe responsabilità - ci fu una accelerazione non positiva, insomma".
Con il nuovo Titolo V, dunque, "le Regioni vedranno valorizzate al meglio la loro funzione. La riforma non le sminuisce ma anzi le rafforza e le rilancia". E Brega va oltre: "il tempo - dice - è maturo per rivedere i confini delle Regioni in termini più federali. L'Umbria per esempio - ragiona Brega - insieme alle Marche, potrebbe essere più forte, avere maggiore accesso ai fondi europei. Così come per queste due Regioni, il discorso potrebbe valere anche per altre". Infine, i costi della politica. Il premier Renzi ha detto più volte che i consiglieri regionali dovrebbero guadagnare quanto i sindaci dei capoluoghi.
"Siamo pronti a riaffrontare il tema delle indennità dei consiglieri - conclude il presidente della Conferenza delle Assemblee legislative - ed anche a farlo prima dell'approvazione definitiva del nuovo Senato. Ricordo che tutti i Consigli regionali, dal 1° gennaio 2013, hanno unificato l'importo degli emolumenti, che prima variavano da Regione a Regione". (ANSA).