CONFERENZA DEI PRESIDENTI
DELLE ASSEMBLEE LEGISLATIVE
DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

News

Coordinatore

11-07-2005 - Roma, 11 luglio 2005

Primo intevento all'Assemblea nazionale degli eletti e delle elette

1. Tre essenziali ragioni ci hanno indotto ad aprire la VIII legislatura regionale con un evento teso a dialogare con il quadro istituzionale e con il Paese:

· l’importanza, per il consolidamento della cultura democratica, del sistema regionale, chiamato oggi a svolgere con maggiore capacità di sintesi i compiti che il nuovo quadro delle regole affida a esso. Il sistema comprende i livelli di governo e di amministrazione, e quelli di programmazione, controllo, indirizzo e partecipazione, anche ai fini di una efficace legislazione. Segno di questa consapevolezza della tenuta e del consolidamento del sistema regionale è il fruttuoso percorso che è stato intrapreso, in avvio di questa legislatura, tra le Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali e la Conferenza delle Regioni con l’obiettivo di approvare una risoluzione comune per assicurare le condizioni del buon funzionamento dell’Istituzione regionale.

· l’importanza del consolidamento, nella trama policentrica dei rapporti tra le Istituzioni, del principio della sussidiarietà, in particolare nel rapporto tra Stato e Regioni e tra Regioni e Autonomie locali. Anche a questo proposito riteniamo basilare il rapporto con gli istituendi Consigli delle Autonomie locali previsti dai nuovi Statuti e ora da istituire.

· l’importanza di una dimensione legislativa nel sistema delle Regioni d’Europa. Le Regioni sono un protagonista del processo di integrazione, proprio nell’ora in cui tra Stati e Comunità europea si aprono criticità che possono inibire la nuova necessaria fase di sviluppo.



2. Per essere arrivati a questa importante giornata debbo esprimere pensieri di profonda gratitudine a molti. E primariamente a due personalità:

al Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, che onora oggi nuovamente l’evento, confermando ancora una volta attenzione costante del Quirinale per la problematica di ruolo e di piena funzionalità del sistema regionale italiano. Un impegno, Signor Presidente della Repubblica, per noi fondamentale, nel segno dei princìpi costituzionali dell’unità della Repubblica e della leale collaborazione tra i poteri che la compongono.

al Presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini, che fin dal primo emergere di questa opportunità ha espresso consenso, poi trasformato in una precisa ed efficace determinazione istituzionale e organizzativa;

La gratitudine si estende a tutte le personalità istituzionali che hanno accolto l’invito ad intervenire (a cominciare dal Presidente del Senato Marcello Pera, al Ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia, al Sottosegretario Carrara, al Presidente della Commissione Bicamerale per le questioni regionali Carlo Vizzini, al Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, al Presidente dell’ANCI Leonardo Domenici, al Presidente dell’UPI Fabio Melilli, al Presidente del Comitato delle Regioni Peter Straub, al Presidente del Congresso delle Regioni d’europa Giovanni Di Stasi…………………..ai colleghi che hanno sentito il richiamo dell’evento come una priorità e hanno così espresso un consenso – e quindi un successo – di cui siamo fieri; ringrazio i 500 Consiglieri regionali italiani oggi presenti in questa Aula; la rete dei nostri funzionari e quelli della Camera dei Deputati che hanno lavorato per il buon esito di questa giornata.



3. Hanno fatto registrare la loro presenza oggi oltre 500 Elette ed Eletti nelle Assemblee regionali. Complessivamente la nuova legislatura presenta 1117 Consiglieri eletti (di cui 753 per le 14 regioni andate al voto). La componente femminile supera l’11% e registra un aumento di due punti rispetto alla precedente legislatura. Le Assemblee regionali esprimono un pluralismo politico che dobbiamo tradurre in opportunità per il sistema istituzionale, con l’attenzione a non farlo divenire un vincolo o, peggio, un ostacolo per il funzionamento delle Assemblee, conseguente all’introduzione dell’elezione diretta del Presidente della Regione. Sulla scorta di una corretta dialettica tra le coalizioni, imperniata sui principi della programmazione dei lavori e del confronto tra maggioranza e opposizioni, va data attuazione coerente agli Statuti, partendo dall’adeguamento dei nostri regolamenti.



4. Sentiamo l’esigenza di restituire senso di responsabilità piena alla interlocuzione tra le Assemblee regionali e i cittadini. Ci stiamo attrezzando a far crescere e maturare il principio della comunicazione istituzionale che non deve far premio su forme di “visibilità a qualunque costo”, ma sulla capacità di rendere il senso del nostro lavoro e degli obiettivi a cui siamo chiamati. Dunque, informazione e conoscenza innanzitutto, quindi un modello organizzativo di tipo relazione e integrato; infine una efficace capacità di proiettarsi all’esterno. L’amministrazione e gli amministrati si mettono insieme in una dinamica di compartecipazione per risolvere i problemi di interesse generale. E qui si apre una sfida: occorre capire come i cittadini e la PA debbono comunicare, laddove la comunicazione diventa il collante dell’amministrare la stessa sussidiarietà.



5. Ugualmente abbiamo avviato un confronto tra la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e quella dei Presidenti delle Assemblee, per assicurare il buon funzionamento dell’Istituzione regionale in condizioni di collaborazione e di corretto dialogo tra Assemblee ed Esecutivi. In questo senso abbiamo ricevuto molti incoraggiamenti in ordine al bilancio di rendimento dell’istituzione regionale dal Rapporto sulla legislazione presentato in apertura di questa giornata. Volentieri ringrazio il presidente Vasco Errani di essere qui e di intervenire in apertura e anche nelle conclusioni.



6. Agli Esecutivi regionali servono assemblee rappresentative forti ed autorevoli. Alle Assemblee, proprio per esercitare le loro funzioni, occorrono Esecutivi stabili ed efficaci. Un’Assemblea legislativa regionale è forte, e ha un ruolo, perché è in grado di assolvere alle sue funzioni: di dare voce con continuità agli elettori fra un’elezione e l’altra; di compiere le scelte strategiche nel rispetto del programma votato dai cittadini; di controllare l’operato di tutti i soggetti della governance regionale; di far emergere le proposte alternative in campo, permettendo ai cittadini di farsi un’idea precisa – il più possibile – sia su chi governa sia su chi è all’opposizione. Consapevoli – tutti noi – che è da questi processi che prenderà corpo, e troverà giustificazione, nelle cose, il nuovo equilibrio tra Legislativi ed Esecutivi.