CONFERENZA DEI PRESIDENTI
DELLE ASSEMBLEE LEGISLATIVE
DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

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Coordinatore

11-07-2005 - Roma, 11 luglio 2005

Secondo intervento all'Assemblea nazionale degli eletti e delle elette

APERTURA ASSEMBLEA



1. Lo spazio a disposizione di questo terzo momento dell’ assemblea nazionale delle Elette e degli Eletti è la necessaria migliore conclusione dell’evento di oggi in questo autorevole luogo, dopo la presentazione del Rapporto sullo stato della legislazione e gli interventi delle maggiori rappresentanze istituzionali della Repubblica. Abbiamo deciso non una dispersiva disamina ma la sintesi – a cura di tutti i Presidenti – sui nodi centrali. In apertura di questa giornata ho detto l’essenziale, e ora, nel rispetto dei tempi, mi soffermerò solo su alcune questioni. Siamo qui per manifestare il pluralismo delle nostre opinioni, per fornire una adeguata rappresentazione della nostra complessità tematica, per richiamare la pluralità dei punti di vista che le Regioni hanno dei vari problemi e delle diverse responsabilità.



2. Interverranno in questa Assise tutti i Presidenti delle Assemblee che ringrazio per aver assicurato una così ampia partecipazione regionale a questo evento. Ricordo a tutti la necessità di stare nei tempi previsti e ringrazio ancora il Presidente Straub, il Presidente Di Stasi, il Presidente Vizzini e il Presidente Errani e il Sottosegretario Carrara per l’attenzione riservata ai nostri lavori.



3. Sei i temi di questo incontro, che potremmo definire le sei priorità della legislatura. Molto lavoro è stato avviato con la redazione degli Statuti. Molto ne resta da fare, sia per chi deve ancora approvarli, sia per chi deve tradurre in disposizioni operative le carte statutarie. Molti aspetti riguardano i rapporti di funzionamento interno delle Assemblee, altri le procedure di raccordo con il sistema delle autonomie – tema delicato e pregno di rilevanza istituzionale – altri ancora i rapporti con l’Europa, per il ruolo decisivo assunto dalle Regioni e dal tema della sussidiarietà, dopo l’arresto subito dalla ratifica del Trattato costituzionale, non da ultimo i rapporti tra le Istituzioni del Paese in un quadro delle regole non ancora giunto a maturazione definitiva. I processi di cambiamento hanno tempi di sedimentazione lunga, e trovarci, oggi, qui a parlarne non è esercizio retorico ma indispensabile alla assunzione di una piena responsabilità istituzionale.



4. Stiamo avviando un dialogo costruttivo e più organico con gli Esecutivi regionali, e posso dire che le due Conferenze stanno mettendo a punto un documento che esprime finalmente una visione comune e che sarà portato all’esame dei rispettivi organi al più presto. Riteniamo che alcune svolte innovative – che meritano ancora un consolidamento di analisi e un affinamento di metodologia e di radicamento – tra cui il potenziamento dei ruoli di verifica e controllo da parte delle assemblee - ci aiutano in questo percorso così come la assenza di qualsivoglia nostalgia per il passato. La nostra sessione durerà due ore. Essa si chiuderà con gli interventi programmati che hanno molto senso circa la natura dei problemi in discussione. Apriamo, dunque, i nostri lavori.